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CAST
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Sacha Bennett, Brian Blessed, Jonathan Broadbent, Justin
Hoong-Fai Chan, Paul Chan, Romola Garai, Bryce Dallas
Howard, Kevin Kline, Adrian Lester
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PREMI
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RECENSIONI
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"La maniera in cui
Shakespeare racconta questa vicenda romantica è
contemporanea, buffa, commovente e realistica. E' molto
accurato per quanto riguarda i gesti, gli atteggiamenti e le
pose, ma soprattutto alla base c'è una storia fantastica.
Riconoscerete ogni singolo personaggio e le loro storie vi
faranno ridere ma al tempo stesso vi commuoveranno, che
abbiate 15 o 75 anni".
Così Kenneth Branagh definisce "As you like it (Come vi
piace)", sua ultima fatica registica, nonché suo quinto
adattamento su pellicola di un'opera di William Shakespeare,
dopo "Enrico V" (1989), "Molto rumore per nulla" (1993), "Hamlet"
(1996) e "Pene d'amor perdute" (2000).
Un classico letterario che celebra l'irresistibile potere
dell'amore in tutte le sue forme, e che vede ora, nel
Giappone del 1880, Bryce Dallas Howard (The village) nei
panni di Rosalinda, figlia del Duca Senior, interpretato da
Brian Blessed (Alexander), fondatore di una piccola corte di
commercianti situata ai margini della Foresta di Arden,
nella quale viene esiliato, insieme ai suoi uomini, dal
fratello Frederick (sempre Blessed) ed il suo esercito
formato da guerrieri samurai. Stessa foresta in cui la
ragazza, accompagnata dalla fedele cugina Celia, con le
fattezze di Romola Garai (Dirty dancing 2), si trova
costretta a fuggire per evitare la corte dello zio, tanto da
ricorrere ad un travestimento da uomo che, inaspettatamente,
si rivelerà molto utile al fine di mettere alla prova la
devozione del suo nobile spasimante Orlando, nei cui panni
troviamo David Oyelowo (Derailed - Attrazione letale).
Quindi, tra romanticismo ed ironia, Branagh, supportato dal
notevole lavoro svolto dallo scenografo Tim Harvey (Nel bel
mezzo di un gelido inverno) e dalla costumista Susannah
Buxton (Millions), confeziona lussuosamente circa 117 minuti
caratterizzati, come c'era da aspettarsi, da un'impostazione
tipicamente teatrale, la quale, pur regalando al pubblico
uno spettacolo senza infamia e senza lode che si lascia
tranquillamente guardare fino all'apprezzabile epilogo
metacinematografico, rischia in più di un'occasione di farlo
scadere nella monotonia, fortunatamente salvato dagli
interventi di indispensabili personaggi di contorno, come il
solitario filosofo Jaques e l'esilarante giullare di corte
Touchstone, rispettivamente incarnati dai mai disprezzabili
Kevin Kline (Un pesce di nome Wanda) e Alfred Molina (Spider
- man 2).
Ed il desiderio di allontanarsi dalla vecchia cara
Inghilterra per ambientare la vicenda in Giappone venne al
regista durante un viaggio in Estremo Oriente effettuato nel
1990; quindi, a tutti gli amanti del Grande Bardo che
considerano ciò un'eresia, egli risponde: "Se esistesse
un'unica maniera per realizzare una grande opera d'arte,
allora si dovrebbe vedere una volta sola. Ma se al contrario
qualcuno a distanza di tempo sente di poter apportare
qualcosa di diverso a quella stessa opera, questo vuole
semplicemente dire che si tratta di una grande opera
classica che di conseguenza si presta a diverse
interpretazioni ed approcci".
Francesco Lomuscio
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