Nella campagna francese si vive l'amore tra William e
Madeleine, una coppia di quarantenni della medio alta
borghesia. Nel vivere a contato con la natura, e ritrovando
piacere per le lunghe passeggiate e le cose semplici della
campagna, si riscopre anche un senso di appartenenza
universale: una serenità emotiva che risveglia anche il
piacere per la carne e il sesso. Poco lontano dalla loro
villa vive una coppia di sposi: con loro, non senza qualche
sorpresa e dubbio iniziale, William e Madeleine inizieranno
una curiosa relazione a quattro. Un'incontro d'amore (come
lo stesso titolo del film suggerisce) che li porterà a
scoprire il mondo dello scambismo di coppia.
La trama di "Incontri d'amore", secondo lungometraggio della
coppia di fratelli Arnaud e Jean-Marie Larrieu, si sviluppa
a sorpresa tra bei paesaggi e dialoghi pacati di coppie
innamorate, prima ancora del loro rispettivo compagno/a,
della vita e dei piaceri che questa può dare. Film
francamente ambiguo dove volendo si possono trovare più
chiavi di lettura e simbologie, più o meno celate dalla
serenità (ma poi è vera serenità?) con cui viene trattato il
controverso e scomodo tema della pellicola. Basti pensare ad
esempio che la coppia di amici con cui i protagonisti
intraprendono la relazione si chiamano Adamo ed Eva, e che
il primo è cieco da molto tempo. La sceneggiatura appare
piuttosto lucida, ma senza particolari apostrofi emozionali:
a tratti ironica, a volte tendenzialmente drammatica, sempre
in precario equilibrio tra ciò che può essere considerato
normale e ciò che non lo si può intendere come tale.
"Incontri d'amore" vuole raccontare innanzi tutto un diverso
modo di intendere l'amore e gli affetti descrivendo il mondo
notturno dello scambismo che di fatto è una realtà sociale,
ma il film sfugge anche abilmente a qualsivoglia forma di
giudizio o presa di posizione, arrivando quasi ad ottenere
una strana atmosfera new-age che risulta, però, poco
convincente.
Bravi gli attori, perfettamente a loro agio nel ricreare
situazioni che, a volte, sfiorano il paradosso e il
grottesco. Degna di nota invece la colonna sonora che, pur
risultando male articolata all'interno della sceneggiatura,
può fregiarsi di belle canzoni e ottimi accompagnamenti che
regalano alla pellicola la giusta atmosfera.
Potremmo definire "Incontri d'amore" un film trasgressivo e
inquieto: descrizione di una realtà sociale che, ci piace
credere, è però riservata solo a quelle coppie stanche e
annoiate che credono che l'amore possa evolvesi anche in
altre forme. E infine, evitando per inciso strani equivoci
di interpretazione, va sottolineato che quella raccontata
nel film non è una storia d'amore, ma una storia di sesso
matura: due cose profondamente diverse.
Diego Altobelli