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CAST
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Matt Damon, Robert De Niro, Angelina Jolie, Joe Pesci,
Alec Baldwin, Tammy Blanchard, Brendan Bradley, William
Hurt
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PREMI
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RECENSIONI
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Gli anni '60 rappresentano
nella coscienza degli Stati Uniti il periodo più duro:
quello della perdita dell'innocenza. Infatti sono iniziati
con la crisi della Baia dei Porci, che ha lasciato a lungo
il mondo con il fiato sospeso dinanzi al rischio di
un'escalation nucleare e si sono conclusi con l'assassinio
di Bobby Kennedy, recentemente ricordato proprio dal film "Bobby".
"The Good Shepherd" vede inoltre il ritorno alla regia di
Robert De Niro a ben tredici anni di distanza da "Bronx". Ci
troviamo di fronte ad un cast delle grandi occasioni e più
di un nome noto o notissimo sfilerà davanti alla macchina da
presa durante questo lungo film di quasi tre ore (che però
quasi non si avvertono).
"The Good Shepher" ricostruisce, in modo certo molto
romanzato, la storia dei servizi segreti statunitensi
attraverso oltre quarant'anni di cospirazioni, intrighi e
guerre di controinformazione che sono poi esplose in tutto
il loro potenziale durante la guerra fredda. Il film è visto
completamente dal punto di vista di Edward, interpretato da
un ottimo Matt Damon. La parabola dell'agente Edward è una
traiettoria discendente verso il nulla e la solitudine. Si
tratta del resto di un uomo senza qualità, completamente
passivo e incapace di prendere decisioni diverse da quelle
che gli vengono imposte. Edward non è mai il motore
dell'azione ma si limita, come un bravo soldato, a fare
esattamente quello che gli viene detto, non solo nella vita
lavorativa e "segreta" ma anche e soprattutto nella vita
personale. Edward non uccide mai nessuno personalmente
eppure proprio per questo peccato di "accidia" ogni volta
che viene catapultato per inerzia in una nuova situazione
qualcuno è destinato a soffrire o a morire. De Niro ha
negato intenti politici a questo film davvero monumentale,
ma si può scorgere in maniera innegabile un giudizio sulle
persone e sulle loro esistenze vuote fatte di menzogne e di
mal riposto senso del dovere in nome di una causa che
giustifica qualunque eccesso. In più di un passaggio, in più
di una battuta si può vedere il senso di superiorità di
coloro che, privilegiati dalla nascita, sentono la ragione
completamente dalla loro parte. Così Edward fa parte della
Confraternita degli Skulls & Bones (molto simile ad una
loggia massonica potentissima) e si prende il lusso di dire
ad un italo-americano che gli chiede quali siano i valori
dei cittadini statunitensi: "noi abbiamo gli Stati Uniti,
voi siete solo ospiti". Quindi apprezzabile la reticenza del
regista, ma l'intento è piuttosto chiaro: sciovinismo e
codardia possono essere non solo sinonimi ma anche il
corollario di una vita spesa invano.
Mauro Corso
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