|
|
|
|
|
CAST
|
Vin Diesel, Michalina Almindo, James Biberi, Paul
Borghese, Rita Branch, David Brown, Jeff Chena
|
|
|
PREMI
|
|
|
|
|
RECENSIONI
|
|
Tra il 1987 ed il 1988 si
svolse nella città di New York il più lungo procedimento
penale della storia giudiziaria degli Stati Uniti. Ben venti
membri della famiglia Lucchese affrontarono un processo di
21 mesi e ben 76 capi d'accusa. Ciascuno degli imputati
aveva un avvocato, quindi già questo comportò la
moltiplicazione per venti di interrogatori ed interventi di
apertura e di chiusura.
Il film di Sydney Lumet, basato in gran parte sugli atti di
questo procedimento, racconta la storia di Giacomo "Jackie
Dee" DiNorscio (Vin Diesel), che durante la celebrazione del
processo era già in prigione per traffico di stupefacenti.
Nonostante il procuratore gli avesse offerto una riduzione
della pena in cambio della testimonianza contro i membri
della famiglia Lucchese, DiNorscio decise di non tradire i
suoi amici d'infanzia e di difendersi da solo, non
confidando nel proprio avvocato. Ora nel mondo giudiziario
statunitense ci sono due frasi molto note che dovrebbero
applicarsi ad un caso del genere: "l'avvocato di se stesso
ha per cliente uno sciocco" e "mai fare domande di cui non
sai già la risposta". DiNorscio fu l'eccezione a queste due
regole.
Find me Guilty è un film su come un uomo di grande
personalità, anche se non di grande cultura possa fare la
differenza in un processo soltanto grazie al proprio
carisma. "Non sono una gangster, sono un gagster (un
comico)", è questo quello che dice DiNorscio alla giuria. Si
potrebbe quasi dire che si tratti quasi di una commedia, pur
tenendo a mente il retroterra criminale di personaggi e
situazioni che nonostante tutto ci fanno sorridere.
Vin Diesel, finora noto soprattuto per il cinema d'azione si
prende una grande rivincita dimostrando di essere in grado
di reggere un intero film senza mostrare mai i muscoli.
Anzi, per il ruolo Diesel è ingrassato vistosamente e per
nascondere la propria muscolatura si nasconde sotto ampi
abiti, solo per mostrare di tanto in tanto il ventre
prominente.
Find me Guilty è ambientato in un numero molto limitato di
location, e principalmente nella sala delle udienze in cui
viene celebrato il processo. Per meglio evidenziare
l'eccezionalità dell'evento, Lumet sceglie di sviluppare
l'aula del tribunale nell'ampiezza piuttosto che nel senso
della lunghezza, posizionando ampi tavoli ovali ai quali
siedono gli avvocati della difesa ed i loro clienti.
L'ossessiva ripetizione degllo stesso spazio può ricordare
alla lontana Quel pomeriggio di un giorno da cani, con la
differenza che Find Me Guilty si snoda in un ambito
temporale più esteso, tanto che possiamo notare l'alternarsi
delle stagioni. Ma come il primo si basava sulla bravura di
Al Pacino, il secondo si basa su un notevole One man show di
Vin Diesel. Buono il cast, in generale.
Nonostante DiNorscio sia un criminale, riesce a catturare la
simpatia di chi gli sta intorno, e soprattutto dello
spettatore, diventando il perfetto antieroe. Egli dimostra
di essere una scheggia impazzita nel sistema, perché con i
suoi modi schietti fino alla rozzezza riesce a mettere in
crisi un caso forse non preparato in maniera ottimale dal
governo federale. Non è sicuramente il classico film di
genere processuale, e in fondo perché aspettarsi la tipicità
da un grande vecchio come Lumet?
Mauro Corso
|
|
|
|
|
| festival | trailer | sito
ufficiale |
|
|
|
|