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CAST
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Gad Elmaleh, Alice Taglioni, Daniel Auteuil, Kristin
Scott Thomas, Richard Berry, Virginie Ledoyen, Dany Boon,
Michel Jonasz
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PREMI
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RECENSIONI
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"La fortuna è essere nel posto sbagliato al momento giusto".
Con questa frase di lancio si presenta "La doublure",
co-produzione italo-francese che, sulle note della
sempreverde "No particular place to go" di Chuck Berry,
inizia l'irresistibile vicenda del modesto posteggiatore
François Pignon, interpretato dall'ottimo Gad Elmaleh di "Train
de vie - Un treno per vivere" (1998), il quale, come il
titolo italiano suggerisce, si troverà con una top model nel
suo letto. Ma, per capire cosa può spingere una delle donne
più belle e famose del mondo a far coppia con uno degli
uomini più insicuri e meno affascinanti della Francia,
bisogna risalire alla figura del miliardario Pierre
Levasseur, cui concede anima e corpo il mai disprezzabile
Daniel Auteuil. Quest'ultimo, infatti, viene sorpreso da un
paparazzo in compagnia della sua amante, l'affascinante
modella Eléna Simonsen/Alice Taglioni, appunto; quindi, al
fine di evitare un divorzio economicamente disastroso,
racconta alla moglie che la donna era in realtà insieme ad
un ignaro passante che compare nella fotografia, ovvero
Pignon. E, pur di dar credito fino in fondo alla sua
clamorosa bugia, arriva perfino a mandare Eléna a vivere con
l'uomo, generando la serie di memorabili e divertenti
equivoci su cui si basa efficacemente questo nuovo
lungometraggio di Francis Veber, il quale non perde tempo e
mette in scena elementi altamente esilaranti fin dai primi
minuti di visione, con un dottore malandato che dice di non
volere essere curato dai medici perché sono tutti
ciarlatani. D'altra parte, stiamo parlando del regista di
"In fuga per tre" (1989) e "L'apparenza inganna" (2001),
nonché co-sceneggiatore dei primi due capitoli de "Il
vizietto", è quindi lecito aspettarsi una riuscita commedia
che non faccia rimpiangere i soldi del biglietto. Ed il solo
vedere Pignon che assume improvvisamente le fattezze di un
playboy davanti agli occhi di tutti coloro che lo avevano
sempre considerato un tutt'altro che interessante individuo
fortemente imbranato nei rapporti con l'altro sesso,
contribuisce in maniera fondamentale a suscitare non poche
risate nello spettatore, ma non sono da meno i divertenti
duetti tra lo spregevole Levasseur, la cui moglie è sempre
più sospettosa, e l'avvocato Foix, con il volto di Richard
Berry, suo complice nell'"operazione" ma che non esita a
fargli spesso anche da psicologo. Il tutto, per un veloce e
godibilissimo spettacolo comico dal ritmo impeccabile,
ulteriormente infarcito con una serie di azzeccati
personaggi di contorno, da Richard/Dany Boon, amico di
Pignon, a Pascal/Patrick Mille, grottesco venditore di
telefoni cellulari che corteggia Emilie/Virginie Ledoyen,
donna di cui il protagonista della vicenda è innamorato.
Francesco Lomuscio
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